Dopo la lezione della Piazza Rossa di
Mosca, sulla quale il potere sovietico mostrava al mondo la sua
potenza sfoggiando i propri arsenali militari, ci eravamo convinti di
sapere tutto sulle tecniche di esibizione muscolare adottate dai
regimi autoritari. Allo scadere dei cento giorni dall'instaurazione
del governo Monti piove tuttavia un macigno sulle nostre certezze,
poiché il nostro sistema politico, seppur così diverso da quello
sovietico, ci insegna che per ottenere lo stesso risultato non serve
scomodare i missili balistici in quanto, presentati a dovere, i soli
volti grigi dei vertici del PCUS - quelli che apparivano imbalsamati
nei loro cappottoni sul balcone dei musoleo di Lenin - avrebbero
potuto essere più che sufficienti. Lo zelante burocrate nostrano
sarebbe stato benissimo o al posto di Cernenko e Andropov ma, a
differenza loro, per avere un paese interamente intruppato ai suoi
piedi non ha bisogno di farsi ritrarre di fronte ai T72 o alle
batterie di Katyusha.